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Comunicati stampa
Il consuntivo

Sateriale: "Una bella opportunità per Ferrara". Erbani: "Il festival si conferma un luogo di discussione molto libero" Il consuntivo di Laterza: "Cittàterritorio, occasione di confronto ad altissimo livello"


19-04-2009
Voci autorevoli, dibattito autentico, grande partecipazione anche di giovani. Per Cittàterritorio festival è ormai tempo di bilanci e consuntivi. "Grazie al lavoro e alla collaborazione di tutti, il Cittàterritorio festival di Ferrara si è consolidato come appuntamento di discussione plurale e occasione di confronto ad altissimo livello sui temi dell'architettura e della città, registrando, nel contempo, la partecipazione curiosa e attenta di tantissimi giovani. Questo mi pare un ottimo risultato e ci fa ben sperare per il futuro". Il commento dell'editore Giuseppe Laterza, fra gli organizzatori della manifestazione, anticipa le linee di valutazione della seconda edizione.
"Abbiamo riscontrato un grande interesse - conferma il sindaco Gaetano Sateriale - e un alto livello del dibattito, che ha coinvolto oltre agli specialisti anche la città e molti giovani, compresi gli allievi della nostra università che hanno collaborato proficuamente alla riuscita dell'iniziativa. Anche per questo Cittàterritorio si conferma una bella opportunità per Ferrara".
Nicola Zanardi, presidente di Ferrara Fiere e responsabile tecnico dell'organizzazione, si dichiara "assolutamente contento per come sono andate le cose, si è svolto tutto senza inghippi e per questo ringrazio tutti i miei collaboratori, i partner esterni e le associazioni che hanno contribuito alla buona riuscita".
Il direttore scientifico Francesco Erbani rileva come "si sia confermato il successo dello scorso anno nonostante la crisi. Il tema principale attorno al quale si è sviluppato il dibattito ha suscitato grandissimo interesse. In molti hanno cercato di definire le forme attuali della comunità e di indicare come si possano ricreare spazi di aggregazione. Abbiamo ascoltato le opinioni di alcune fra le grandi personalità dell'architettura e dell'urbanistica: Gregotti, De Lucia, Botta, Nunes, Gae Aulenti. In questo il festival si è confermato un luogo di discussione molto libero, in cui è possibile dialogare e confrontarsi anche criticamente mettendo a confronto punti di vista diversi. Fondamentale è stato il contributo degli studenti, per la loro partecipazione attenta e il ruolo di stimolo svolto attraverso domande e osservazioni. Loro stessi sono stati protagonisti del festival grazie ai laboratori che danno continuità fra un'edizione e l'altra".

(da www.cronacacomune.it)

 

 
I siti italiani dell'Unesco al Città e Territorio Festival

Un forum sulle strategie di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale e paesaggistico I siti italiani dell'Unesco al Cittàterritorio festival.

 
19-04-2009
Tutela e valorizzazione, conservazione e sviluppo: questi i concetti attorno ai quali da vari anni ruota il dibattito sulla gestione e l'utilizzazione del patrimonio culturale e paesaggistico italiano. Un dibattito di grande valore e intensità reso ancora più attuale dal recente terremoto in Abruzzo. Di questo e di molto altro si è discusso al forum "Le città Unesco: un confronto di esperienze" che si è svolto stamani, domenica 19 aprile, nella Residenza municipale di Ferrara.
L'iniziativa, organizzata dall'Associazione Città e Siti italiani Patrimonio mondiale Unesco, in collaborazione con l'Amministrazione Comunale di Ferrara e il Cittàterritorio festival, ha visto la partecipazione del presidente Gaetano Sateriale e dei due vicepresidenti, Claudio Ricci e Giuseppe Baisi, rispettivamente sindaci di Assisi e di Tivoli. Sono intervenuti nel dibattito anche Manuel Roberto Guido, responsabile dell'Ufficio Lista del Patrimonio Unesco presso il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e Maurizio Di Stefano, responsabile del Comitato nazionale italiano dell'Icomos, l'organismo internazionale, referente dell'Unesco, che opera per la conservazione e la valorizzazione dei siti di interesse culturale.

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Ricostruire dopo il terremoto

Cittàterritorio: architetti e urbanisti a confronto sulla rinascita degli insediamenti distrutti 'Ricostruire la città dopo il terremoto', è possibile ma occorre un piano organico.


19-04-2009
"Ricostruire la città dopo il terremoto". Sul tema si sono misurati questa mattina alla sala Estense Francesco Garofalo, Vittorio Gregotti e Vezio De Lucia, Alessandro Martelli nell'ambito delle iniziative dell'ultima giornata di Cittàterritorio Festival. "Una riflessione sulla tragedia dell'Abruzzo e sulle tematiche della ricostruzione degli insediamenti urbani e periferici distrutti era indispensabile in questo contesto - ha affermato Francesco Erbani chiamato a coordinare il confronto - per provare anche a mettere qualche punto fermo dopo le tante dichiarazioni estemporanee degli ultimi giorni."
"I problemi da affrontare sono l'esistente e quanto il territorio è considerato sismico. - ha affermato Alessandro Martelli, ingegnere, docente dell'università di Ferrara - La metà del patrimonio edilizio italiano non è adatta a resistere alle stimolazioni sismiche. Solo dal 2002 dopo la tragedia della scuola di San Giuliano di Puglia la prevenzione antisismica è diventata una priorità e ora per le nuove scuole si adottano sistemi di 'isolamento sismico' e per quelle esistenti si dovrà sicuramente provvedere. Le moderne tecnologie, infatti, possono supportare effetti anche superiori a quelli provocati dal recente terremoto e possono essere utilizzate anche dall'edilizia residenziale e non solo da quella pubblica. Prima del 1980 il territorio italiano a rischio sismico era il 25%, ora è riconosciuto il 70%. Sia la città dell'Aquila sia la regione Abruzzo erano comunque già presenti nella zona ad alto rischio. In merito ai crolli della casa dello studente e dell'ospedale - ha poi aggiunto - a mio avviso in quei casi hanno sicuramente fallito sia la realizzazione sia i controlli. Al proposito ribadisco come sia più che mai necessario rivedere le modalità della aggiudicazioni delle opere pubbliche oggi in Italia dove, costretto a grandi ribassi, chi acquisisce il lavoro deve sempre più spesso a limare sui costi, e questo ovviamente va a scapito della sicurezza degli edifici".

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Beni culturali, tra consumismo turistico e conservazione della memoria

Al Cittàterritorio festival forum sugli spazi pubblici con Ezio Raimondi e Vezio De Lucia Beni culturali, tra consumismo turistico e conservazione della memoria.


19-04-2009
"I luoghi della cultura costituiscono la struttura e l'anima delle città, ma in questi anni sono stati oggetto di pesanti trasformazioni urbane, dettate da un marketing territoriale che ha trasformato molti dei centri storici italiani in quinte di lusso per i turisti spettatori". E' da questa riflessione, proposta da Maria Pia Guermandi dell'Istituto per i Beni culturali dell'Emilia Romagna, che ha preso le mosse la conversazione sul "Bene culturale come spazio pubblico" organizzata stamani dallo stesso Istituto, nell'ambito del Cittàterritorio festival.
"Oltre ai centri storici - ha proseguito Guermandi - vi sono anche altri luoghi culturali, come i siti archeologici, che hanno pesato molto sullo sviluppo delle città, divenendo in alcuni casi, come ad Atene, perno della riqualificazione di parti di esse. Non così è stato per Roma, dove l'idea di fare dell'area dei Fori il centro della città ha avuto un breve momento di gloria, per poi essere abbandonata". E proprio del 'Progetto Fori' è stato chiamato a parlare uno dei suoi principali promotori, Vezio De Lucia, che ha ricordato come alla fine degli anni '70 il Soprintendente ai Beni archeologici Adriano La Regina abbia lanciato l'idea di eliminare la via dei Fori Imperiali, creazione mussoliniana, per unificare il tessuto dell'area archeologica e porre la storia al centro dell'immagine della capitale. L'idea, sostenuta anche da Antonio Cederna, fu accolta con convinzione dal sindaco Petroselli, che ne avviò la realizzazione facendo smantellare la via del Foro Romano, che univa via dei Fori Imperiali al lungotevere. La morte improvvisa del sindaco segnò tuttavia anche la morte del progetto, da allora oggetto di forti opposizioni, ma meritevole, secondo l'opinione di De Lucia, di essere oggi ripreso in considerazione.

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